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LA SINDROME DI “ KOSOVO POLJE “
di G.Cassanelli ( IT - S.Giorgio P.- BO )  06/04/2001


Capire come i serbi percepiscono quest’aggressione da parte della NATO, vuole dire, conoscere e capire cosa rappresenta per un serbo la sindrome della sconfitta

Capire come i serbi percepiscono quest’aggressione da parte della NATO, vuole dire, conoscere e capire cosa rappresenta per un serbo la sindrome di “Kosovo Polje “ o sindrome della “sconfitta”.

I Serbi sono una tribù di stirpe slava che all’inizio del sec. VII d. C. si stanziò nei territori che oggi costituiscono la Serbia. Assoggettati nel sec. X d. C. dai Bulgari, i Serbi riconobbero la supremazia di Bisanzio, finche non divennero indipendenti verso l’anno Mille. Ed è proprio da questa indipendenza, che la società serba, che ne nacque, fu una società caratterizzata da un centralismo di tipo militare. Conquistata dai Turchi dopo famosa la battaglia di “ Kosovo Polje “ del 1389, battaglia che diede inizio ad una poesia epica, infatti, il ciclo del Kosovo racconta gli avvenimenti accaduti nel giorno di San Vito (A. D. 28 giugno 1389) in ogni dettaglio, narrando di una serie di figure a meta tra storia e mito e, col trascorrere del tempo queste figure sono diventate i veri archetipi dell’immaginario collettivo serbo.
Tutto ciò accentuato dal fatto che la Serbia rimase sotto il giogo Turco per secoli fin quando nel 1878, col Congresso di Berlino non fu concessa l’indipendenza al nascente Stato serbo. Il lungo dominio Turco ha permeato e condizionato la cultura e la mentalità serba, fondendoli in un corpo unico, che ha permesso loro di realizzare un risorgimento serbo il quale li ha condotti ha combattere una lunga serie di guerre balcaniche culminate col I Conflitto Mondiale.
Con il crollo dell’Impero Austro-Ungharico la Serbia corona la vecchia ambizione di riunire sotto il suo regno tutti gli << slavi del sud >>; nasce così il Regno serbo-croato-sloveno.
Crollerà nel 1941 sotto le bombe dell’aviazione nazista e, la Serbia ritornerà ad essere di nuovo un piccolo Stato soggetto alla volontà del grande Raich Tedesco.
La frantumazione della Jugoslavia e la relativa mutilazione territoriale della Serbia, messa in opera dalle potenze dell’Asse, cui seguirono le persecuzioni della popolazione serba della Slavonia e delle Krajne da parte degli Ustascia croati di A. Pavelic risvegliarono nel popolo serbo la sindrome di “ Kosovo Polje “.
Terminata la II Guerra Mondiale, la Serbia entra a far parte della Federazione creata da Tito, che per ridurne l’influenza all’interno della nascente Federazione, dota di ampia autonomia le regioni serbe del Kosovo a sud e della Vojvodina a nord.
Col trascorrere del tempo s’insinua nella coscienza nazionale serba il tarlo secondo il quale il popolo serbo sarebbe oggetto di continue ingiustizie e prepotenze, le quali, trovano riscontro in un Memorandum dell’Accademia Serba delle scienze e delle arti, documento che iniziò a circolare negli ambienti accademici nel 1986. Il discorso tenuto da Milosevic a Kosovo Polje nel seicentesimo anniversario della sconfitta è frutto di quel documento. Questa è una breve storia della Serbia e dei serbi, popolo sempre sconfitto e mai sottomesso. Popolo che sembra di ricercare le sconfitte, perché proprio in esse ritrova la prova della propria esistenza.

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